La presenza di infestanti in un'attività alimentare è tra i rilievi più gravi che un controllo possa registrare — e uno dei pochi che può portare a provvedimenti immediati. Per questo il controllo infestanti non può essere una reazione occasionale: deve essere un sistema preventivo documentato.
I tre livelli del controllo
1. Prevenzione strutturale
È la parte più efficace e la più trascurata: reti alle finestre, spazzole sotto le porte, sigillatura di crepe e passaggi impiantistici, gestione corretta dei rifiuti, ordine nei magazzini. Nessun monitoraggio compensa un edificio che lascia entrare gli infestanti.
2. Monitoraggio
Dispositivi di cattura e monitoraggio posizionati secondo una planimetria, numerati e verificati con frequenza definita. La planimetria è importante: permette di individuare le zone di ingresso quando le catture si concentrano in un'area.
3. Intervento
Trattamenti eseguiti da ditta specializzata, con rapporto di intervento e documentazione dei prodotti utilizzati.
Cosa deve essere documentato
- Piano di monitoraggio con planimetria e numerazione dei dispositivi;
- Verifiche periodiche: data, esito per ogni dispositivo, eventuali catture;
- Rapporti di intervento della ditta esterna;
- Schede dei prodotti impiegati;
- Azioni correttive in caso di infestazione rilevata.
Il segnale da non ignorare
Catture ricorrenti nella stessa zona non sono "normali": indicano un punto di ingresso o una fonte di attrazione da eliminare. È un tipico caso di non conformità ricorrente che richiede intervento strutturale, non solo un altro trattamento.
Come tenerlo sotto controllo
Il modulo Scadenzario di HACCP Semplice programma le verifiche periodiche e gli interventi della ditta con avvisi automatici, conserva i rapporti di intervento e mantiene lo storico — pronto per il dossier ispezione.
Contenuto informativo: il piano di controllo infestanti va definito con il consulente e con la ditta specializzata, in coerenza con il manuale di autocontrollo.