Il cronoprogramma dei lavori è il documento che dice cosa si fa in cantiere, in quale ordine, per quanto tempo e con quale costo. Di solito si rappresenta con un diagramma di Gantt: le lavorazioni in verticale, il tempo in orizzontale, una barra per ogni attività. Nei lavori pubblici è un elaborato obbligatorio del progetto esecutivo. Nei cantieri privati è lo strumento che separa un’impresa che rispetta le consegne da una che rincorre i ritardi. In questa guida vediamo cosa deve contenere, chi lo redige, come si costruisce passo per passo e come si tiene aggiornato quando il cantiere cambia.
In breve
- Il cronoprogramma riporta lavorazioni, sequenza, durate, risorse e costi di ogni fase; il Gantt è il modo più diffuso e leggibile per rappresentarlo.
- Negli appalti pubblici il Codice dei contratti (D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, art. 30) lo rende parte del progetto esecutivo e impone di considerare i giorni di maltempo prevedibili.
- Nel PSC il coordinatore per la progettazione indica durata delle lavorazioni ed entità del cantiere in uomini-giorno, per gestire le interferenze.
- Si costruisce in sette passaggi: scomposizione dell’opera, durate, dipendenze, risorse, costi, calendario, verifica del percorso critico.
- Un cronoprogramma vale solo se viene aggiornato: avanzamento reale, ritardi e varianti vanno riportati ogni settimana.
Indice
- Che cos’è il cronoprogramma dei lavori
- Cosa deve contenere un cronoprogramma di cantiere
- Chi redige il cronoprogramma e quali obblighi valgono
- Come si fa un cronoprogramma: i passaggi
- Il diagramma di Gantt in cantiere
- Esempio: ristrutturazione di un appartamento di 90 mq
- Aggiornare il Gantt: avanzamento, ritardi e varianti
- Excel o software gestionale?
- Il nostro punto di vista
- Edilgestya: il cronoprogramma dentro il gestionale
- Domande frequenti
- Fonti
Che cos’è il cronoprogramma dei lavori
Il cronoprogramma è il programma temporale di un’opera. Il D.Lgs. 81/2008, nell’Allegato XV, lo definisce come il programma dei lavori in cui sono indicate lavorazioni, fasi e sottofasi, con la loro sequenza temporale e la loro durata, in base alla complessità dell’opera.
In pratica serve a tre cose.
- Pianificare. Prima di aprire il cantiere si decide l’ordine delle lavorazioni, quante squadre servono e quando devono arrivare materiali, noli e subappaltatori.
- Controllare. Durante i lavori si confronta l’avanzamento reale con quello previsto e si capisce subito se una fase sta slittando.
- Governare i costi. Un Gantt ben costruito consente di visualizzare risorse impiegate, costi e ricavi, offrendo un quadro costante dell’andamento economico del cantiere.
Per questo il cronoprogramma non è un adempimento da allegare e dimenticare. È il cruscotto con cui direttore tecnico, capocantiere e amministrazione parlano la stessa lingua.
Cosa deve contenere un cronoprogramma di cantiere
Per i lavori pubblici, l’art. 30 dell’Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023 chiede un diagramma che rappresenti graficamente, in forma leggibile, le fasi attuative dell’intervento, con la sequenza delle lavorazioni, i tempi di esecuzione e i relativi costi. Le stesse voci sono una buona regola anche per un cantiere privato.
| Elemento | Cosa indica | Esempio |
|---|---|---|
| Lavorazioni e fasi | Le attività in cui si scompone l’opera | Demolizioni, scavi, fondazioni, struttura, impianti, finiture |
| Durata | Il tempo previsto per ogni attività | 10 giorni lavorativi per il getto delle fondazioni |
| Dipendenze | Quale attività deve finire prima che un’altra inizi | Il massetto parte solo dopo le tracce degli impianti |
| Risorse | Squadre, mezzi, attrezzature, subappaltatori | 1 squadra da 3 operai, gru, idraulico in subappalto |
| Costi | L’importo di ogni fase distribuito nel tempo | Importo mensile per la verifica dei SAL |
| Vincoli e pause | Maturazioni, ferie, stagioni sfavorevoli | Maturazione del calcestruzzo, chiusura di agosto |
| Milestone | Scadenze contrattuali e punti di controllo | Fine struttura, collaudo, consegna |
Quando il programma tempi viene letto insieme alla distribuzione della spesa si parla di cronoprogramma fisico-finanziario. Chi vuole approfondire il legame tra avanzamento e flussi di cassa trova un’impostazione chiara nella guida al cronoprogramma fisico-finanziario delle opere, utile anche per impostare i SAL.
Chi redige il cronoprogramma e quali obblighi valgono
Nei lavori pubblici
Il cronoprogramma accompagna il progetto esecutivo e copre tutte le fasi attuative dell’intervento, dall’approvazione del progetto all’affidamento fino all’esecuzione dei lavori. La norma prevede inoltre che, nel calcolo del tempo contrattuale, si tenga conto dell’incidenza prevedibile dei giorni di andamento stagionale sfavorevole. Pioggia, gelo e caldo estremo vanno quindi stimati in anticipo, non scoperti a lavori in corso.
Di solito lo redige il progettista, in accordo con la stazione appaltante. Prima dell’avvio, l’impresa esecutrice presenta il proprio programma esecutivo dettagliato, coerente con le scadenze contrattuali ma organizzato secondo i suoi mezzi e le sue squadre. Per le regole del singolo appalto fanno fede il capitolato speciale e i documenti di gara.

Per la sicurezza in cantiere
Quando è obbligatorio il Piano di Sicurezza e Coordinamento, il coordinatore per la progettazione (CSP) deve indicare nel PSC la durata prevista di lavorazioni, fasi e sottofasi e l’entità presunta del cantiere in uomini-giorno. Questo cronoprogramma della sicurezza si affianca a quello generale e serve a individuare le interferenze: due imprese nella stessa area nello stesso giorno, un ponteggio montato mentre si scava sotto, una gru che sorvola una zona di lavoro.
Se il cronoprogramma operativo cambia, le sovrapposizioni cambiano con lui. Per questo ogni riprogrammazione importante va condivisa con il coordinatore per l’esecuzione (CSE), che valuta se aggiornare il PSC. Su questo punto il riferimento è sempre il proprio coordinatore della sicurezza.
Nei cantieri privati
Per una ristrutturazione o una nuova costruzione privata il cronoprogramma non sempre è un elaborato richiesto in quanto tale, ma resta indispensabile. Spesso viene allegato al contratto d’appalto per fissare durata e penali, oppure richiesto da banche e committenti per legare i pagamenti all’avanzamento. Lo prepara il direttore dei lavori o il tecnico dell’impresa, insieme al committente.
Come si fa un cronoprogramma: i passaggi
- Scomponi l’opera. Parti dal computo metrico e dividi il lavoro in fasi e lavorazioni omogenee, con un livello di dettaglio adatto al cantiere: per una palazzina bastano 30 o 40 attività, per una villetta anche meno.
- Stima le durate. Ogni durata nasce da quantità e resa: metri quadri da intonacare divisi per la produzione giornaliera di una squadra. Nei progetti pubblici si usa spesso l’incidenza della manodopera sull’importo per ricavare gli uomini-giorno.
- Definisci le dipendenze. Per ogni attività chiediti cosa deve essere finito prima. Le relazioni più comuni sono fine-inizio (l’intonaco dopo gli impianti) e inizio-inizio con sfasamento (la posa dei pavimenti parte due giorni dopo il massetto della prima stanza, quando è pronto).
- Assegna le risorse. Squadre, mezzi e subappaltatori vanno collocati sulle barre. Se lo stesso elettricista serve su due attività parallele, una delle due va spostata.
- Attribuisci i costi. Distribuisci l’importo di ogni fase sulla sua durata. Ottieni la curva della spesa nel tempo, utile per SAL, fatture e liquidità.
- Imposta il calendario. Sottrai festività, ferie e giorni di maltempo prevedibili. Nel cronoprogramma di un intervento pubblico in provincia di Bergamo, per esempio, 387 giorni complessivi corrispondono a 200 giorni naturali disponibili per le lavorazioni, una volta tolte le interruzioni programmate.
- Verifica il percorso critico. Individua la catena di attività senza margine: ogni giorno perso lì sposta la fine lavori. Sulle altre attività hai uno scorrimento disponibile, che conviene conoscere prima di averne bisogno.
L’ultimo controllo è di buon senso: fai leggere il programma al capocantiere. Se le rese non sono realistiche, lo dirà subito.
Il diagramma di Gantt in cantiere
Il Gantt riporta in ascissa il tempo e in ordinata le lavorazioni: ogni barra mostra inizio, fine e durata di un’attività. È lo strumento più usato perché si legge al primo sguardo, anche da chi non ha formazione tecnica, come il committente.
L’unità di tempo può essere il giorno, la settimana, la decade o il mese, e per programmi molto dettagliati perfino l’ora. La scelta dipende da chi legge:
- mese o decade per il programma generale da allegare al contratto;
- settimana per il coordinamento tra impresa, direzione lavori e subappaltatori;
- giorno per il programma operativo delle squadre, a due o tre settimane di orizzonte.
Il Gantt ha anche un limite. Nei cantieri grandi, con molte imprese e imprevisti frequenti, le barre da sole non mostrano bene i legami tra le attività: spostarne una a mano non sposta in automatico quelle che ne dipendono. Per questo, oltre una certa complessità, si usano Gantt collegati a un reticolo di dipendenze, dove il percorso critico si ricalcola a ogni modifica.
Esempio: ristrutturazione di un appartamento di 90 mq
Un esempio illustrativo, a settimane, per una ristrutturazione completa con rifacimento degli impianti. Le durate sono indicative e vanno ricalcolate sulle quantità reali e sulle squadre disponibili.
| Fase | Settimane | Dipende da | Note operative |
|---|---|---|---|
| Allestimento cantiere e protezioni | 1 | Titolo edilizio efficace | Comunicazioni al condominio, smaltimento |
| Demolizioni e rimozioni | 1-2 | Allestimento | Verifica dei rifiuti da conferire |
| Tramezzi e opere murarie | 3 | Demolizioni | Tracciamento con il progetto |
| Impianti elettrico e idraulico (tracce) | 3-5 | Tramezzi | Idraulico ed elettricista in parallelo, su stanze diverse |
| Intonaci e massetti | 5-7 | Impianti, prove di tenuta | Tempo di asciugatura prima della posa |
| Posa pavimenti e rivestimenti | 8-9 | Massetto asciutto | Milestone: verifica umidità |
| Serramenti e porte interne | 9-10 | Pavimenti | Ordine dei serramenti da fare entro la settimana 3 |
| Tinteggiature | 10-11 | Serramenti | Protezione dei pavimenti |
| Sanitari, frutti, finiture | 11-12 | Tinteggiature | Collaudo impianti |
| Pulizia e consegna | 12 | Tutte | Verbale di fine lavori |
Tre lezioni da questo esempio. Le forniture con tempi lunghi, come i serramenti, vanno ordinate settimane prima della loro barra. I tempi tecnici, come l’asciugatura del massetto, sono attività a tutti gli effetti e devono stare sul Gantt. Il percorso critico passa quasi sempre da impianti, massetti e pavimenti: un giorno perso lì è un giorno perso sulla consegna.
Aggiornare il Gantt: avanzamento, ritardi e varianti
Un cronoprogramma che non viene aggiornato smette di servire dopo due settimane. La riprogrammazione è un’attività costante: adegua la produzione a nuovi obiettivi, criticità inattese e modifiche in corso d’opera.
Un metodo semplice per il controllo settimanale:
- Congela una baseline. Salva la versione approvata e non sovrascriverla: è il metro con cui misuri ogni scostamento.
- Rileva l’avanzamento reale. Per ogni attività in corso indica la percentuale completata e la data prevista di fine, sentendo il capocantiere.
- Confronta tempi e costi. Un’attività al 50% del tempo ma al 30% della produzione è un segnale d’allarme. Incrocia l’avanzamento con le ore lavorate e i costi della contabilità di cantiere per capire se il problema è di tempo, di margine o di entrambi.
- Agisci sul percorso critico. Se il ritardo tocca un’attività critica, valuta una squadra in più, il lavoro su più fronti o una diversa sequenza. Se tocca un’attività con scorrimento, spesso basta monitorarla.
- Documenta e comunica. Varianti, sospensioni e cause di ritardo vanno registrate e condivise con direzione lavori e committente, e con il CSE quando cambiano le sovrapposizioni.
I cantieri che sforano sui tempi tendono a sforare anche sui costi. Riconoscerli presto è più semplice se si leggono insieme cronoprogramma e marginalità, come spieghiamo nella guida sui cantieri edili in ritardo e in perdita.
Excel o software gestionale?
Un foglio Excel con le celle colorate funziona per un cantiere piccolo e un solo responsabile. I limiti emergono quando i cantieri sono più di due o tre: le dipendenze non si aggiornano da sole, le squadre risultano assegnate a due cantieri nello stesso giorno, le versioni del file si moltiplicano tra ufficio e cantiere.
Un software gestionale per l’edilizia risolve questi problemi alla radice: Gantt collegato alle dipendenze, risorse condivise tra commesse, avanzamento rilevato dal cantiere e costi aggiornati dalle presenze. Per un’impresa con molte commesse aperte, la differenza si misura nelle ore risparmiate ogni settimana. Ne parliamo nella guida su come gestire 30 cantieri senza Excel e in quella su come pianificare gli operai su più cantieri.
Il nostro punto di vista
Nei cantieri che seguiamo, il cronoprogramma raramente fallisce per un errore di calcolo. Fallisce perché resta in ufficio. Viene preparato con cura per la gara o per il contratto, poi il cantiere va avanti per conto suo e il Gantt diventa una fotografia del passato.

Per noi il cronoprogramma deve essere un dato vivo, collegato a presenze, costi e avanzamento. Quando l’ora lavorata in cantiere aggiorna la commessa e la commessa aggiorna il programma, il ritardo non si scopre a fine mese: si vede il giorno stesso. È anche il modo più concreto per portare la digitalizzazione nell’impresa edile senza stravolgerne il lavoro: si parte da uno strumento che il capocantiere già conosce e lo si rende più affidabile.
Il vero bivio non è tra carta e software, ma tra una pianificazione subita e una guidata con consapevolezza. Noi scegliamo la seconda.
— Ufficio
Edilgestya: il cronoprogramma dentro il gestionale
Edilgestya.it è il gestionale cloud di Ingenia per le imprese edili, sviluppato interamente in Italia. Raccoglie in un unico ambiente cantieri, squadre e costi, così il programma dei lavori smette di vivere in un file separato e si lega ai dati reali di commessa.

Fa parte di una suite integrabile: le presenze di HRPRO, per esempio, possono alimentare il calcolo automatico del costo di cantiere. Se vuoi vedere come adattarlo ai processi della tua impresa, scopri Edilgestya, il software per imprese edili.
Domande frequenti
Il cronoprogramma dei lavori è obbligatorio?
Nei lavori pubblici sì: il D.Lgs. 36/2023 lo prevede come elaborato del progetto esecutivo. Quando serve il PSC, il coordinatore per la progettazione deve inoltre indicare durate delle lavorazioni e uomini-giorno. Nei lavori privati non è sempre richiesto come documento a sé, ma è fortemente consigliato e spesso allegato al contratto d’appalto.
Che differenza c’è tra cronoprogramma e diagramma di Gantt?
Il cronoprogramma è il contenuto: attività, sequenza, durate, risorse e costi. Il Gantt è uno dei modi per rappresentarlo, il più diffuso perché si legge con immediatezza. Un cronoprogramma può essere rappresentato anche con un reticolo delle dipendenze, più adatto ai cantieri complessi.
Ogni quanto va aggiornato il Gantt di cantiere?
Per la maggior parte dei cantieri un aggiornamento settimanale è il giusto equilibrio tra controllo e carico di lavoro. Nelle fasi critiche, come impianti e finiture con molte imprese presenti, conviene un programma operativo giornaliero a due o tre settimane. Ogni variante importante richiede un aggiornamento immediato.
Come si stimano i giorni di maltempo?
Si parte dallo storico del luogo e del periodo dell’anno: i mesi invernali in montagna non valgono quanto l’estate in pianura. La stima va inserita nel calendario del cronoprogramma, come richiede la norma sui lavori pubblici, concentrandola sulle lavorazioni all’aperto come scavi, getti e coperture.
Fonti
- D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7, art. 30 (Gazzetta Ufficiale)
- Contenuti minimi del PSC e del POS, D.Lgs. 81/2008 (Ordine degli Architetti di Savona)
- Organizzazione del cantiere, materiale didattico (Università di Ferrara)
- Calcolo degli uomini-giorno e della durata dei lavori (Comune di Castione della Presolana)